RIEPILOGO DELLA SITUAZIONE TAV A MAGGIO 2005

 

1. L’escavazione delle gallerie per la realizzazione della TAV tra Bologna e Firenze ha procurato una devastazione ambientale di enormi proporzioni all’assetto idrogeologico drenando l’acqua soprastante in maniera irreversibile.

Evidentemente l’Appennino è fratturato e  i trafori che incrociano le fratture fanno l’effetto di una cannuccia che attira l’acqua. Le fratture sono piene d’acqua e collegate fra di loro:  svuotandosi con l’introduzione della cannuccia non impermeabile, svuotano gli acquiferi sovrastanti.

A volte spariscono sorgenti, a volte, come è capitato al torrente Rampolli a Grezzano (Borgo San Lorenzo), al torrente Farfereta e al torrente Ensa a Ronta (Borgo San Lorenzo) l’acqua sparisce a parecchia distanza dalla sorgente, svuotando improvvisamente il letto del fiume (evidentemente in quel punto la frattura è poco sotto il livello del letto stesso).

La scelta è stata quella di non impermeabilizzare le gallerie: il principale  referente scientifico in relazione a questa decisione è stato il ministro Lunardi, progettista delle gallerie,  che ha preferito drenare l’acqua (lo chiamano “drenaggio controllato) per evitare che il battente d’acqua elevato sopra la galleria provochi problemi di stabilità alla volta della galleria stessa.

La conseguenza è stata la irrimediabile desertificazione di  quasi 60 Kmq di territorio mugellano. Ma la TAV ha provocato  altresì gravi  inquinamenti alle qualità delle acque, alle falde, alle  aree dove venivano stoccati i rifiuti trattati come semplici  materiali inerti, ecc.

L’elenco dei danneggiamenti inferti al Mugello e ai sui abitanti è lunghissimo e non ancora definitivo: sono ormai un centinaio  i milioni di metri cubi d’acqua drenati dalle gallerie della TAV. (vedi riquadro)

Il 9 dicembre 2004 sono completati gli scavi della galleria di Firenzuola,  ma  l'applicazione delle normative di sicurezza e quindi la realizzazione di un tunnel parallelo o di cameroni  potrebbe portare la fine lavori al 2010 . Tuttavia conoscendo le modalità autorizzative italiane crediamo possibile che si giunga al definitivo collaudo della galleria TAV nel 2007  e la sua entrata in esercizio nel 2008, sebbene il tunnel unico e le grandi distanze tra le finestre di accesso non siano sufficienti a garantire la sicurezza di treni condotti a velocità sostenuta.     

2. Sotto il profilo giudiziario ricordiamo che il  23 febbraio 2004 è iniziata  l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai Pubblici  Ministeri Giulio Monferini e Gianni Tei della Procura Fiorentina nei confronti di  63 persone tra cui 16 tecnici di Cavet e numerosi titolari di imprese legate ai lavori TAV imputati  in particolare per danno ai corsi d’acqua superficiali per pregiudizio alla qualità delle acque e dei luoghi e danno alle fonti idriche superficiali e sotterranee per depauperamento della portata o prosciugamento o essicamento (“….complessivamente per aver drenato e disperso dall’inizio dei lavori la somma complessiva di non meno di 44.933 (ndr: in realtà ormai più del doppio) milioni di metri cubi nel territorio della Comunità Montana del Mugello”).

3. Il giudice riconosce il diritto alla costituzione civile a  Legambiente Toscana.

Il 13 gennaio 2005 il Giudice Unico del Tribunale di Firenze – Sezione distaccata di Pontassieve  Dott. Alessandro Nencini ha rigettato la richiesta di esclusione di alcuni parti civili già costituite, quali tutte le Associazioni Ambientaliste e gli Enti Locali  avanzata dalle difese degli imputati nel processo sull’Alta Velocità.

Il giudice ha riconosciuto a Legambiente e alle altre Associazioni la legittimazione a far valere nel processo penale, ove si discute di un gravissimo danno ambientale, una pretesa risarcitoria propria ed autonoma scaturente dalla lesione subita dai medesimi sodalizi del diritto al raggiungimento delle finalità statutarie, consistenti per l’appunto nella tutela del territorio del Mugello.

La decisione è stata ovviamente accolta con grande soddisfazione da parte della nostra Associazione rappresentata nel processo dall’Avv. Marco Rossi di Borgo San Lorenzo.  .

Il giudice si è espresso positivamente anche sulla costituzione di parte civile di tutti quei cittadini che grazie anche al sostegno della nostra Associazione e all’assistenza dell’Avvocato Marco Rossi oggi hanno la possibilità di vedere riconosciuto un risarcimento per il grave danno arrecato  loro dalla realizzazione delle gallerie dell’alta velocità.

La nostra Associazione proprio nell’interesse dei cittadini e dei territori offesi dall’alta velocità giudica positivamente l’intervento come responsabile civile nel processo del Consorzio CAVET.  Evidentemente il Consorzio teme (e  con ragione!!!) le condanne a pagare risarcimenti di danni  nei confronti dei dirigenti e manager del consorzio.

Nelle udienze successive  il processo è entrato  nel vivo: tanti testimoni e tanti consulenti chiamati a chiarire come è stato possibile arrivare a provocare un danno irrimediabile di gran lunga più costoso dell’opera progettata.

Breve cronistoria del processo

La prima udienza  del procedimento contro CAVET ed altri si tenne il  14 aprile 2003 in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio per aver commesso reati relativi al trattamento degli inerti e allo smaltimento di rifiuti.

Nell’udienza di febbraio 2004 i due filoni dell’inchiesta (inerti inquinati e drenaggio delle acque)  sono stati unificati.

Nelle udienze Legambiente Toscana con l’Avvocato Marco Rossi si è costitituita  parte civile unitamente ad alcuni cittadini del Mugello inseriti dalla procura fiorentina nell’elenco delle persone offese dai danneggiamenti ambientali. I cittadini in questione sono stati per lo più privati della risorsa idrica con gravi ripercussioni sulla loro attività imprenditoriale, sulla loro vita privata obbligandoli a cercare individualmente (senza alcuna tutela da parte dei comuni o di altre istituzioni) soluzioni provvisorie e precarie. 

Si sono altresì costituiti parti civili  un centinaio di altri privati cittadini, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze,  tutti i comuni del Mugello coinvolti, il Comune di Ferrara, Italia Nostra, WWF, Idra e con grande sorpresa il Ministero dell’Ambiente.

Legambiente  ha altresì reso pubblica la quantificazione del danno elaborata dal dott. Paulucci con la tesi “Il danno ambientale ex art. 18 Legge 349/86 tecniche di valutazione economica” (facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma – Relatore Prof. Paolo Leon). Il dott. Paulucci  ha  analizzato il danno generato  sino al 2003  da TAV nel Mugello.

La somma dei parametri presi in considerazione da Paolucci ha  generato una stima del danno di quasi 8 miliardi di Euro, che si potrebbe considerare il prezzo che l’ambiente e la collettività sono costretti a pagare per ottenere un risparmio di soli 22 minuti nella percorrenza del tratto ferroviario tra Bologna e Firenze e ricordando altresì che il costo della tratta è di 4700 milioni di euro (previsione contratto con il General Contractor 1.074 milioni di euro) + costi di ripristino ambientale. 

 

DATI SULLA SITUAZIONE IDROGEOLOGICA (situazione a ottobre 2004)

 

Galleria della Raticosa e finestre (Castelvecchio e Diaterna)

La galleria è stata completata ad eccezione di un breve tratto di 111 metri.

Complessivamente la perdita idrica media mensile è di 30,5 litri al secondo (nel 2004 ci sono state perdite in primavera anche di 65 l/s). L’acqua è immessa nel Torrente Diaterna nel comune di Firenzuola.

 

Galleria di Scheggianico

La galleria completata nel 1999 drena circa 6 l/s e in occasione di venti meteorici raggiunge i 20 l/s. L’acqua è immessa nel fiume Santerno nel comune di Firenzuola.

 

Galleria di Firenzuola e finestre (Rovigo e Osteto nel comune di Firenzuola – Marzano e San Giorgio nel comune di Borgo San Lorenzo)

Nella galleria lunga 15,211 Km restano ancora da scavare circa 86 metri tra Marzano e Osteto.

La galleria sta drenando complessivamente circa 360 l/s  così gestiti:

  • 7 litri vengono immessi nel torrente Veccione (per far rivivere il corso d’acqua prosciugato che scorre nella bellissima Valle dell’Inferno a Badia di Moschea nel Comune di Firenzuola;

  • 162 l/s vengono immessi nel F. Santerno nel comune di Firenzuola;

  • 6 l/s vengono immessi nel torrente Rovigo nel comune di Firenzuola;

  • 182 l/s nel torrente Bagnoncino affluente della Sieve nel Comune di Scarperia 

Galleria di Vaglia, cunicolo e finestre (Carlone) 

 Nella galleria più lunga della linea (Km. 16,752 Km) che collega il Mugello a Firenze devono ancora essere scavati circa 2079 metri.

La perdita idrica complessiva è di 79,5 l/s di cui 17,2 drenano verso il Fiume Sieve e 62, 3 l/s verso la piana di Firenze.