LA TRATTA BOLOGNA-FIRENZE  E IL MUGELLO

Nel luglio 1995 dopo anni di opposizione delle amministrazioni e dei cittadini del  Mugello i sindaci dei comuni del Mugello (tutti DS), convocati a Roma alla Conferenza dei Servizi, firmarono l’accettazione della realizzazione della tratta appenninica scambiando il loro territorio con contropartite onerosissime (da impianti di demanganizzazione a parchi miliardari, da scuole a centinaia di chilometri di nuove strade e ponti, da piste ciclabili asfaltate lungo il corso dei fiumi a parcheggi, sino alla riapertura della locale ferrovia Faentina già promessa dalla regione Toscana per la realizzazione del lago di Bilancino, senza scordare i 40 miliardi concessi alla Regione Toscana  per terminare la costruzione dell’invaso stesso).

I Sindaci firmarono e i consigli comunali ratificarono anche se si sapeva che la Valutazione di Impatto Ambientale era carente e per moltissimi aspetti totalmente mancante (nella documentazione depositata nei comuni  non vi sono riferimenti a possibili e importanti drenaggi di acque superficiali).

D’altra parte il grande affare era partito: il centrosinistra spese i suoi leaders più autorevoli per convincere anche i più riottosi ad approvare il progetto.

L'On. Luigi Berlinguer e l'allora Presidente della Regione Toscana Vannino Chiti furono i più accaniti sostenitori di questa che evidentemente appariva come un'occasione da non perdere:  finalmente anche la sinistra poteva gestire una grande opera e per di più insieme alla potente FIAT.

Così partì il grande affare che ha visto:  

  • L'apertura di enormi cave con il metodo "apri e chiudi" cioè si estraggono ghiaie e si ritomba materiale proveniente dalle gallerie anzichè utilizzare questo materiale per il calcestruzzo, come ad esempio avviene in Svizzera per il traforo del San Gottardo; 

  • La rincorsa dei tecnici vicini ai politici per aggiudicarsi la progettazione delle opere ottenute come contropartite

  • La "resurrezione", grazie ai subappalti,  di numerose ditte del settore quasi fallite (soprattutto per incapacità).