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COMUNICATO STAMPA PARTE IL PROCESSO PER I DANNI DELL'ALTA VELOCITA' NEL MUGELLO. IL 23 FEBBRAIO L'UDIENZA PRELIMINARE PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE
Borgo San Lorenzo, 19 febbraio 2004
Per lunedì 23 febbario 2004 è fissata l’udienza preliminare in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai Pubblici Ministeri Giulio Monferini e Gianni Tei della Procura Fiorentina nei confronti di 63 persone tra cui 16 tecnici di Cavet e numerosi titolari di imprese legate ai lavori TAV imputati in particolare per danno ai corsi d’acqua superficiali per pregiudizio alla qualità delle acque e dei luoghi e danno alle fonti idriche superficiali e sotterranee per depauperamento della portata o prosciugamento o essicamento (“….complessivamente per aver drenato e disperso dall’inizio dei lavori la somma complessiva di non meno di 44.933 milioni di metri cubi nel territorio della Comunità Montana del Mugello”). Nel Mugello la realizzazione della TAV ha infatti procurato una devastazione ambientale di enormi proporzioni all’assetto idrogeologico. Come è noto la escavazione delle gallerie ha desertificato quasi 60 Kmq di territorio mugellano prosciugando torrenti, seccando sorgenti, inaridendo pozzi. A ciò si aggiungano i gravi inquinamenti alle qualità delle acque, gli inquinamenti di falda, i rifiuti stoccati come semplici materiali inerti, ecc. L’elenco dei danneggiamenti inferti al Mugello e ai sui abitanti è lunghissimo e non ancora definitivo: all’incontro dei fronti manca ancora più di 1 Km nella galleria di Firenzuola (tra il versante Toscano e Romagnolo interamente nel Mugello) e circa 5 Km in quella di Vaglia (tra il Mugello e Firenze). Ancora non si hanno notizie in relazione alla messa in sicurezza delle gallerie e quindi alla necessità di altre escavazioni per l’allargamento delle gallerie stesse. Le ipotesi di reato prefigurate dalla Procura di Firenze costituiscono ulteriori conferme delle abnormi carenze del progetti del 92 e del 95 negli studi idrogeologici, nella gestione dei materiali di risulta e dei fanghi, nella cantierizzazione. Nel progetto preliminare del 92 mancavano stime di portata, dati sui pozzi, sulle falde, le previsioni di impatto sul sistema drenante, venivano descritte superficialmente le fasi di cantierizzazione. Eppure il Ministero dell’Ambiente il 13 giugno 1995 esprime un parere favorevole al progetto esecutivo che non risolve gran parte delle problematiche emerse nel 92. Furono insomma avallate le enormi e ingiustificate carenze progettuali, non fu tenuto in alcun conto la componente ambientale, paesaggistica, territoriale. Gli errori progettuali, l’accondiscendenza del Ministero, la superficialità (anche dettata dal tentativo di contenimento dei costi) nell’esecuzione dei lavori ha prodotto un disastro ambientale di grandi proporzioni.
Le richieste di rinvio a giudizio della procura fiorentina dimostrano la fondatezza dei rilievi e delle denuncie più volte rappresentate in questi anni dalla nostra associazione e dai comitati locali. E’ però necessario sottolineare che la magistratura ha un ruolo repressivo e che quindi è necessariamente intervenuta a danno avvenuto. Altre erano ovviamente le istituzioni chiamate in causa per evitare gli impatti ambientali di questa opera: il Ministero, La Regione, i comuni, la Comunità Montanadel Mugello e si è preso atto della loro mancata volonta’ di contrastare la realizzazione dell’opera così come prevista.
Legambiente Toscana nell’udienza di lunedì con l’Avvocato Marco Rossi si ricostitituirà parte civile unitamente ad alcuni cittadini del Mugello inseriti dalla procura fiorentina nell’elenco delle persone offese dai danneggiamenti ambientali. I cittadini in questione sono stati per lo più privati della risorsa idrica con gravi ripercussioni sulla loro attività imprenditoriale, sulla loro vita privata obbligandoli a cercare individualmente (senza alcuna tutela da parte dei comuni o di altre istituzioni) soluzioni provvisorie e precarie.
Il dott. Paulucci con la elaborazione della tesi “Il danno ambientale ex art. 18 Legge 349/86 tecniche di valutazione economica” (facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma – Relatore Prof. Paolo Leon) ha analizzato il danno generato sino ad oggi da TAV nel Mugello. L’Art. 18 dispone che ove non sia possibile una precisa quantificazione del danno, se ne determini l’ammontare in via equitativa, tenendo comunque conto della gravità della colpa individuale, del costo necessario per il ripristino e del profitto conseguito dal trasgressore. Utilizzando il metodo di valutazione del danno ambientale promulgato come regolamento del Department of Interior negli USAe per lo più utilizzato anche in Italia (come, ad esempio, nell’inquinamento dell’ecosistema lagunare di Porto Margher), sulla base dei seguenti tre parametri: 1) COSTI di MANUTENZIONE delle OPERE di RIPRISTINO 2) VALORE di ESISTENZA della RISORSA IDRICA definitivamente perduta 3) PROFITTO del TRASGRESSORE (spese evitate in fase di progettazione) LA STIMA DEL DANNO È DI QUASI 8 MILIARDI DI EURO, che si potrebbe considerare il prezzo che l’ambiente e la collettività sono costretti a pagare per ottenere un risparmio di soli 22 minuti nella percorrenza del tratto ferroviario tra Bologna e Firenze. Circolo Legambiente Mugello
SCHEDE SPECIFICHE Dati recenti sulle fuoriuscite d’acqua dalle gallerie (Fonte ARPAT) |