| Variante di valico 4 / una nuova sciagura per il Mugello |
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IL NOSTRO TERRITORIO VALE PIU’ DI 44 MILIONI DI EURO Inutile ribadire gli enormi impatti attuali e futuri arrecati al territorio del Mugello dalla realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità. Ma di una cosa ormai tutti i cittadini del Mugello sono certi: lo Studio d’Impatto Ambientale era carente ed errato e le forze politiche locali, sebbene a conoscenza di ciò, approvarono il passaggio di una grande opera pubblica senza conoscere le conseguenze sul proprio territorio. Le istituzioni accettarono denaro (o meglio altre opere in cemento) a titolo di risarcimento di un danno ambientale che si è rivelato gravissimo, costosissimo e in gran parte insanabile. Ed oggi stanno facendo la stessa identica cosa con la variante di valico. 85 miliardi è la tangente per la realizzazione della variante nel territorio del Mugello: in questo modo gli enti locali si mettono nella posizione di non poter più autorevolmente intervenire nelle fasi problematiche della progettazione esecutiva e della realizzazione . Eppure sappiamo che lo studio d’impatto risale agli anni 80; che il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente fu rilasciato nel 1989 poco prima che cambiasse la normativa relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale. Ed inoltre: La documentazione dello Studio risultava non timbrata e senza indice In gran parte della cartografia mancava l’invaso di Bilancino Mancava completamente lo studio sulle tipologie di materiale da estrarre dalle gallerie e sulla possibilità di riutilizzo per ridurre al minimo l’apertura di nuove cave Non vi era una relazione sulle modalità di scavo e di rivestimento delle gallerie Mancavano monitoraggi sulle risorse idriche superficiali e la redazione di una carta dettagliata del rischio idrogeologico e dei possibili impatti anche alla luce di quanto successo con la TAV Non risultavano documenti descrittivi delle risultanze sulla escavazione dei cunicoli pilota realizzati proprio per conoscere l’esatta natura del sottosuolo (c’e gas?, acqua?) Ma soprattutto nessun ente preposto al controllo (ARPAT, Vigli del Fuoco, Genio Civile, Sovrintendenza ecc) ha mai redatto pareri sullo studio d’impatto segnalando le proprie osservazioni tenendo conto della sommatoria dei vari impatti provocati dalle tante opere (cantieri, viabilità, gallerie, cave, impianti di frantumazione, ecc.) Arpat è stata chiamata ad esprimersi sul solo progetto PREVAM producendo valutazioni parziali (com’è possibile esprimersi ad esempio sulla localizzazione dei cantieri senza le necessarie informazioni sugli impatti complessivi dell’opera. Con questi elementi era possibile appellarsi alla Corte Europea e chiedere il rispetto delle normative e direttive sulla valutazione di impatto ambientale. Ma la Comunità Montana del Mugello, il Comune di Barberino, il Comune di Firenzuola hanno preferito defenestrare il Comune di Scarperia (la principale vittima della bretella di Firenzuola collegata alla variante ), partecipare alla Conferenza dei Servizi, nominare i propri membri nell’Osservatorio Nazionale Ambientale (presieduto dall’ANAS, il responsabile dell’opera: VERGOGNA!!!!) e addirittura sottoscrivere la convenzione per la realizzazione “opere di riequilibrio ambientale e di compensazione socio – economica” ovverosia contropartite per circa 43, 89 milioni di euro così ripartite: 6, 5 milioni al comune di Firenzuola 18, 6 milioni al comune di Barberino 18,6 milioni alla Comunità Montana Mugello |